REDDITEST, per verificare la coerenza spese-redditi

Il Redditest è il software di autodiagnosi per consentire in autonomia una preventiva verifica della coerenza tra il reddito familiare prodotto e le spese sostenute nell’anno, è diventato realtà dai primi giorni di novembre.

Come annunciato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, “Se c’è coerenza tra i redditi prodotti e le spese sostenute non ci sono problemi, accertamenti o controlli, al contrario”, ha aggiunto, “se c’è incoerenza si accenderà un “semaforo rosso” e il cittadino dovrà pensare bene a rifare la dichiarazione dei redditi, perché è a rischio di essere controllato”.

Tale strumento potrà essere utilizzato dalle famiglie in maniera anonima e senza obblighi di legge, per verificare eventuali situazioni di rischio legate a possibili distonie tra reddito dichiarato e tenore di vita.

Il Redditest non arriva ad identificare un reddito “ad personam, ma solo un indice di coerenza tra le entrate della famiglia in termini di reddito e lo stile di vita della medesima, messo in evidenza da più di 100 voci di spesa divise in 7 categorie: 1) abitazione; 2) mezzi di trasporto; 3) assicurazioni e contributi; 4) istruzione; 5) attività sportive e ricreative e cura della persona; 6) altre spese significative; 7) investimenti immobiliari e mobiliari netti.

È importante sottolineare che il passaggio dalla spesa al reddito non avviene più secondo le vecchie logiche del redditometro, ossia assegnando un valore precostituito ai soli beni identificati di lusso. Lo strumento è stato costruito secondo tecniche statistiche e tende a considerare direttamente od indirettamente, tutte le spese e i risparmi delle famiglie, per dare una risposta all’equazione: consumi + risparmi = reddito.

Le famiglie sono state divise in 11 categorie differenti, secondo la composizione del nucleo familiare, e ulteriormente divise per le cinque aree territoriali: nord-est, nord-ovest, sud, centro e isole.

Il contribuente non sarà tenuto ad indicare in dichiarazione queste voci di spesa. Infatti, l’autodiagnosi avviene scaricando l’apposito software (il Redditest) dal sito dell’Agenzia delle Entrate per analizzare la propria posizione di rischio nel subire una verifica da parte delle finanze. Questa verifica non sarà portata avanti tramite il solo utilizzo del redditometro, ma tramite tutti gli strumenti a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, relativi alla natura del reddito attribuibile al contribuente.

Il nuovo redditest/redditometro non può e non deve essere individuato come uno strumento di accertamento automatico. Può, invece, essere un valido strumento per selezionare per l’accertamento i contribuenti che evidenziano per l’anno delle spese e risparmi familiari di molto superiori ai redditi dichiarati ovvero anche non dichiarati affatto dalla stessa famiglia.

Menu